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	<title>Agedo Palermo</title>
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	<description>associazione genitori di persone omosessuali</description>
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		<title>L’arte contro l’omofobia</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 18:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.marceca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
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		<description><![CDATA[L’associazione culturale Emiro Arte e l’associazione di volontariato Agedo Palermo, con il sostegno del Cesvop (centro servizi per il volontariato di Palermo) organizzano una mostra-concorso di pittura, digital art e scultura presso la Galleria Civica Guglielmo II di Monreale (PA) dal 15 al 23 maggio 2010, in occasione della ricorrenza della &#8220;Giornata Mondiale Contro l’Omofobia&#8221; 17 maggio. L&#8217;iniziativa è<a href="http://www.agedopalermo.org/2010/02/arte-contro-omofobia/">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://www.agedopalermo.org/2010/02/arte-contro-omofobia/autrice-anna-torres-titolo-dellopera-liberi-dalle-spine-olio-su-tela-2/' title='autrice-Anna Torres-titolo dell&#039;opera- Liberi dalle spine-olio su tela'><img width="150" height="150" src="http://www.agedopalermo.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/autrice-Anna-Torres-titolo-dellopera-Liberi-dalle-spine-olio-su-tela1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="autrice-Anna Torres-titolo dell&#039;opera- Liberi dalle spine-olio su tela" title="autrice-Anna Torres-titolo dell&#039;opera- Liberi dalle spine-olio su tela" /></a>
<a href='http://www.agedopalermo.org/2010/02/arte-contro-omofobia/logo-sicilia-pride-rainbow/' title='Sicilia Pride 2010'><img width="150" height="150" src="http://www.agedopalermo.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/logo-sicilia-pride-rainbow-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Sicilia Pride 2010" title="Sicilia Pride 2010" /></a>

<p><img title="autrice-Anna Torres-titolo dell'opera- Liberi dalle spine-olio su tela" src="http://www.agedopalermo.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/autrice-Anna-Torres-titolo-dellopera-Liberi-dalle-spine-olio-su-tela1-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></p>
<p>L’associazione culturale Emiro Arte e l’associazione di volontariato Agedo Palermo, con il sostegno del Cesvop (centro servizi per il volontariato di Palermo) organizzano una mostra-concorso di pittura, digital art e scultura presso la Galleria Civica Guglielmo II di Monreale (PA) dal 15 al 23 maggio 2010, in occasione della ricorrenza della<br />
&#8220;Giornata Mondiale Contro l’Omofobia&#8221; 17 maggio.<br />
L&#8217;iniziativa è inserita nel contesto delle attività che preludono il Sicilia Pride 2010 che si terrà a Palermo il 19 giugno.</p>
<p><span id="more-250"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Mostra di pittura, scultura, digital art.</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em><span style="font-size: large;">L’arte contro l’omofobia:</span></em></strong><strong><em><span style="font-size: large;"><br />
</span> </em></strong><strong><em><span style="font-size: large;">l’amore e le sue molteplici forme</span></em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>L&#8217;omofobia e la transfobia sono state definite, da una risoluzione del Parlamento europeo, “come una paura e un&#8217;avversione irrazionale nei confronti dell&#8217;omosessualità e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, basata sul pregiudizio ed analoga al razzismo, alla xenofobia, all&#8217;antisemitismo e al sessismo”.</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Il 17 maggio è la data in cui ricorre la” Giornata nazionale contro l&#8217;omofobia”, anniversario del giorno in cui l&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l&#8217;omosessualità dalla lista delle malattie mentali, mettendo fine ad oltre un secolo di omofobia medica.<br />
</em></strong></p>
<p>Le finalità principali di questa mostra sono di:</p>
<ul>
<li>evidenziare      quanto le diverse espressioni artistiche siano l&#8217;esempio della pluralità      umana, dove ogni singola opera d&#8217;arte ha valore in quanto unica e diversa,      così come ogni essere umano è espressione di un valore in sé, in quanto      entità unica e diversa da ogni suo simile;</li>
<li>aiutare      a riconoscere, accettare e assumere la diversità affettiva e sessuale come      valore arricchente;</li>
<li>contrastare      l’omofobia e la transfobia attraverso l’apporto delle arti pittoriche,      scultoree e dell’arte digitale;</li>
<li>promuovere      la creatività e l&#8217;espressione artistica come momento di incontro e di      scambio;</li>
<li>promuovere       artisti locali e nazionali in un confronto arricchente;</li>
<li>favorire      una maggiore partecipazione sociale cittadina ad eventi culturali      potenziando coesione, scambio e il patrimonio di conoscenze collettive.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Si invitano pertanto gli artisti a confrontarsi sulle seguenti tematiche:</span></em></strong></p>
<ul>
<li>riflettere      sugli stereotipi culturali, sociali e rappresentativi delle diverse      identità sessuali;</li>
<li>comunicare      attraverso l’espressione artistica punti di vista diversi che permettano      di confrontarsi con “l’altro da sé” in modo da modificare immagini      stereotipate inerenti i diversi orientamenti sessuali e le diverse      identità di genere. Analizzare le differenze reali e le differenze      immaginarie (la realtà &#8211; lo stereotipo – il pregiudizio);</li>
<li>interpretare      criticamente immagini ed episodi di omofobia e transfobia, in modo da      favorire un’esperienza “empatica”, cioè acquisizione della capacità di      immedesimarsi nell’altro.</li>
<li>storicizzare      la persecuzione delle persone omosessuali e transessuali.</li>
<li>immaginare      un futuro rispettoso dei diversi modi di essere e di vivere l’affettività      e la sessualità.</li>
</ul>
<p>L’evento vuole contribuire a sviluppare la cultura del rispetto, a favorire la decostruzione dei pregiudizi, a porre argine ad ogni forma di discriminazione, d&#8217; ingiustizia e d&#8217; intolleranza verso le persone GLBT promuovendo la valorizzazione delle diverse forme dell&#8217;amore.</p>
<p><a href="/2010/02/arte-contro-omofobia/2/">Leggi il regolamento&#8230;</a></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-358" title="Sicilia Pride 2010" src="http://www.agedopalermo.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/logo-sicilia-pride-rainbow.jpg" alt="" width="283" height="255" /></p>
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		<title>È arrivato il momento storico della dignità</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.marceca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblicato su gaynews il 6 luglio 2006, ma potrebbe essere stato scritto oggi per quanto vanno a rilento i cambiamenti in questo campo in Italia. Secondo molti, sarebbe meglio se non ci fossero. In effetti, qualcuno ha progettato e attuato soluzioni definitive al problema (dai roghi, ai lager, alle condanne a morte). Se queste non<a href="http://www.agedopalermo.org/2010/02/dignita/">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato su gaynews il 6 luglio 2006, ma potrebbe essere stato scritto oggi per quanto vanno a rilento i cambiamenti in questo campo in Italia.</p>
<p>Secondo molti, sarebbe meglio se non ci fossero. In effetti, qualcuno ha progettato e attuato soluzioni definitive al problema (dai roghi, ai lager, alle condanne a morte). Se queste non hanno sortito i risultati sperati è solo perché le persone omosessuali nascono subdolamente in seno a tradizionalissime famiglie eterosessuali. Più efficace della morte fisica si è rivelata, invero, la morte sociale: portare le persone omosessuali all&#8217;esclusione o ai margini della società attraverso &#8220;campagne pubblicitarie&#8221; (antiche e moderne che veicolano stereotipi negativi, falsità e pregiudizi) . Le persone omosessuali possono essere così condotte a vergognarsi di se stesse al punto da non vivere o vivere nascostamente la propria dimensione affettivo-relazionale.</p>
<p><span id="more-245"></span></p>
<p>I genitori, a cui la sorte dava un figlio omosessuale dovevano vergognarsi per avere generato un peccatore pervertito che andava allontanato per non gettare discredito sulla famiglia; oppure dovevano pensare di avere generato un malato da commiserare e di cui cercare la guarigione con cure mediche e psichiatriche, internamenti, richieste di miracoli, il tutto accompagnato da grandi sensi di colpa. Attualmente il peccato, la perversione e la malattia vanno meno di moda e il political correct impone che si convincano i genitori che i figli omosessuali vanno rispettati e amati.</p>
<p>Ma tutto lo sforzo viene lasciato sulle spalle dei genitori, mentre non si adottano politiche anti-discriminatorie, non si attua formazione, non si fanno campagne di informazione e esplicitamente si afferma che le persone omosessuali non hanno bisogno di tutele specifiche in relazione alla propria identità.</p>
<p>D&#8217;altra parte la giostra dei locali notturni, del turismo, del sesso è a disposizione, perché chiedere altro?</p>
<p>Forse perché le giostre dei divertimenti sono belle quando sono tali, ma diventano ghettizzanti quando sono l&#8217;unico luogo dove poter esprimere la propria identità.</p>
<p>Forse semplicemente perché è arrivato il momento storico della dignità, della visibilità, dei diritti.</p>
<p>Prima ancora del matrimonio, pacs o unioni civili, i nostri figli vogliono comunicarci e comunicare la gioia di essere se stessi.</p>
<p>Essi chiedono che la loro esistenza in quanto persone, con un&#8217;affettività amorosa omorelazionale sia prevista e accolta con serenità da genitori, scuola, consesso civile.</p>
<p>Pretendono che l&#8217;omosessualità non sia più un fattore discriminante e determinante per la qualità della vita.</p>
<p>Tutto il resto verrà di conseguenza.</p>
<p>Il riconoscimento e il rispetto sociale sono importanti tanto quanto il riconoscimento dei diritti legislativi individuali e di coppia e le due cose devono procedere insieme.</p>
<p>E noi genitori?</p>
<p>Le &#8220;campagne pubblicitarie&#8221; da qualunque parte arrivino, non ci annebbiano più la mente. Il re è nudo!!!</p>
<p>L&#8217;orientamento sessuale non è più nella lista delle cose che prendiamo in considerazione per sentirci soddisfatti o meno della relazione che ci lega ai nostri figli. Saremo felici di aiutarli &#8220;a tirar su casa&#8221; quando troveranno l&#8217;amore e faremo festa, a prescindere dal loro orientamento.</p>
<p>Non ci convincerete più a discriminare i nostri figli.</p>
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		<title>Chisto è u zitu</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 15:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.marceca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando a Natale incontrammo il ragazzo di nostro figlio* Giacomo è già andato a prendere i ragazzi all&#8217;aeroporto; l&#8217;albero è addobbato e i regali ci sono già tutti, gli anelletti sono nel forno. Finalmente posso prendermi un po&#8217; cura di me. Ci tengo ad essere presentabile stasera; ma dove saranno finiti i trucchi? E&#8217; così<a href="http://www.agedopalermo.org/2010/02/zitu/">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">Quando a Natale incontrammo<br />
il ragazzo di nostro figlio<span style="color: #888888;"><sup><span style="color: #808080;"><strong>*</strong></span></sup></span></h2>
<p>Giacomo è già andato a prendere i ragazzi all&#8217;aeroporto; l&#8217;albero è addobbato e i regali ci sono già tutti, gli anelletti sono nel forno.<br />
Finalmente posso prendermi un po&#8217; cura di me. Ci tengo ad essere presentabile stasera; ma dove saranno finiti i trucchi?<br />
E&#8217; così tanto tempo che non mi trucco più; esattamente due anni, il tempo che ci è voluto per capire. Ah, trovati!<br />
Massimo non aveva mai portato a casa una fidanzata, e io cercavo tra le amiche quella che sarebbe stata più adatta a lui e speravo di cogliere qualche sguardo ammiccante. Era proprio la vigilia di Natale di due anni fa. Come mi era suonata strana la frase: “Mamma, io sono gay”.</p>
<p><span id="more-211"></span></p>
<p>Gay&#8230;<br />
avevo visto tanti gay in televisione, e avevo pensato, anzi deciso, che mio figlio non lo era, che non poteva farmi questo. Il mio figlio adorato si era trasformato in un secondo in una delusione, non ci sarebbe stato nessun matrimonio, non ci sarebbero stati nipoti e io sarei stata oggetto di pietà compiaciuta per tutto il parentado che avrebbe sparlato alle mie spalle.</p>
<p>Neanche capivo perchè avesse avuto il bisogno di dirmelo. Gli avevo detto che avrebbe dovuto sposarsi, come tutti: tanto ogni uomo ha i suoi segreti.<br />
Gli avevo risposto in malo modo, strappandogli la promessa di non dire nulla a suo padre. Avevo urlato che nella vita non si possono inseguire tutti i capricci che passano per la testa, che io avevo fatto tanti sacrifici per lui e sua sorella e lui stava infrangendo i miei sogni. Però erano i miei sogni, i miei capricci, non i suoi&#8230; Lui invece aveva fatto la scelta giusta ed era partito per Roma,<br />
con il suo amore.</p>
<p>Ecco, ho finito con il trucco, ma quanto tempo ho perso lasciandomi andare ai ricordi. Chissà che ore sono?<br />
E&#8217; tardi, oramai saranno scesi dall&#8217;aereo, e io ancora non ho apparecchiato; è una serata importante, tutto deve esser perfetto.<br />
Quanto tempo ho sprecato in questi due anni. La televisione mi faceva compagnia per ore e ore, assopiva le mie paure. Sola, senza potere parlare con nessuno, avevo timore a parlare con Giacomo. Ma ora basta con i brutti ricordi, tra poco saranno tutti qui.</p>
<p style="text-align: left;">IL PADRE: Traffico, sempre traffico in questa città! Poi, vigilia delle feste! Mi faranno arrivare in ritardo all&#8217;aeroporto. Almeno quest&#8217;anno festeggiamo anche noi; non vedevo Rosaria darsi da fare da due anni.<br />
La casa abbandonata, io trascurato, lei che non parlava quasi più e io che non sapevo cosa fare. Altro che depressione da menopausa, ho girato da un dottore all&#8217;altro e lei a rifiutare tutte le cure. Non poteva parlare subito?<br />
Nella vita le cose sono come sono e io sono sempre l&#8217;ultimo a saperle.<br />
Non capivo proprio cosa stesse succedendo a mia moglie. Subito dopo la partenza di Massimo aveva smesso di andare dal parrucchiere e di truccarsi, poi aveva iniziato a guardare talk show tutto il giorno ed infine aveva chiuso la casa alle amiche. Chissà cosa si era messa in testa; una sera mi aveva detto che erano tutte invidiose dei suoi figli e che l&#8217;invidia portava male.<br />
E ora dove devo andare?<br />
Ecco le indicazioni: partenze a destra, arrivi a sinistra. Se non era per Maria&#8230; ricordo le sue parole chiaramente: “Papà, mamma sta male perché non riesce ad accettare che Massimo sia andato a vivere a Roma con il suo compagno”, “il suo compagno di università?” “No, papà, Massimo è gay”. Lei mi guardava attendendo una mia reazione mentre io ero riuscito a dire soltanto:<br />
“Chista è a zita, anzi u zitu”.<br />
Roma-Palermo atterrato, ecco, dovrebbero arrivare da un momento all&#8217;altro; chissà com&#8217;è questo ragazzo, Massimo mi ha parlato molto bene di lui, fa un bel lavoro, un ragazzo serio.</p>
<p>LA SORELLA: Devo affrettarmi, mamma sarà così in ansia.<br />
E&#8217; da tanto che non festeggiamo tutti insieme e poi oggi c&#8217;è un ospite in più; sono proprio curiosa di conoscere il ragazzo di mio fratello!<br />
Certo che per arrivare a questo giorno abbiamo faticato tanto.<br />
Papà aveva reagito con la sua solita calma alla notizia, però avevo capito che non era sereno. Solo due mesi fa sono riuscita a convincerli a recarsi in Agedo. Quella giornata mi sono sentita più la loro guida che loro figlia.<br />
Mamma, una volta entrata, squadrava la stanza con sguardo indagatore; c&#8217;erano diverse persone molto cordiali, due tavoli, tanti libri e disegni di ragazzi appesi alle pareti che parlavano di non discriminazione; mamma si era seduta stringendo la borsa tra le mani, non voleva parlare, ma poi la voce è uscita come un fiume in piena che rompe gli argini e due anni di silenzio si sono tramutati in parole e lacrime.<br />
Papà le dava fazzolettini a ruota libera e non faceva che scusarsi.<br />
Hanno parlato, ma sopratutto hanno ascoltato altri genitori, altre persone.<br />
Era un mondo nuovo che si apriva davanti a loro, era la possibilità di vivere a testa alta, orgogliosi del loro figlio, dei suoi successi.<br />
Era la possibilità di tornare a cucinare per tutti, di essere tutti insieme a casa per le feste, di parlare di nuovo.<br />
Finalmente volevano capire, era arrivato il momento di conoscere.<br />
Ok, sono pronta! Spero di arrivare in tempo.</p>
<p>Quella sera si riunirono tutti insieme per il cenone di Natale,<br />
dopo due anni erano di nuovo tutti insieme, due belle famiglie.<br />
Avevano smesso di vergognarsi e di fuggire,<br />
volevano vivere e ritrovare i loro affetti.</p>
<pre><sup><span style="font-size: small;">*</span></sup>Racconto non autobiografico ma tratto da fatti realmente accaduti (o quasi) di Francesca Marceca per I love Sicilia.</pre>
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		<title>Riflessioni dello psicologo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 17:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio.cappotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oltre dieci anni l’Agedo Palermo si occupa di supportare tutti coloro che, all’interno o al di fuori della famiglia, vivono con disagio la propria o altrui omosessualità, subiscono violenze o discriminazioni a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, non riescono pienamente a viversi a livello relazionale e affettivo poiché<a href="http://www.agedopalermo.org/2010/02/riflessioni-dello-psicologo/">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oltre dieci anni l’Agedo Palermo si occupa di supportare tutti coloro che, all’interno o al di fuori della famiglia, vivono con disagio la propria o altrui omosessualità, subiscono violenze o discriminazioni a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, non riescono pienamente a viversi a livello relazionale e affettivo poiché amano una persona dello stesso sesso.</p>
<p><span id="more-196"></span><br />
In tutti questi lunghi anni ho contattato emotivamente sofferenze taciute, conflitti interiori dilanianti, paura di aver paura, e talune volte purtroppo paura di vivere o dare un senso alla vita.<br />
Chiedo scusa se queste considerazioni possano risultare, per certi aspetti, tragiche o disperate, ma l’agedo ha spesso lavorato con il dolore, che sottende quasi sempre l’animo di chi si rivolge ai nostri servizi di accoglienza e supporto<br />
In agedo ho imparato:<br />
• che non è vero che l’amore di un genitore per un figlio va sempre sopra ogni cosa<br />
• che un ragazzo omosessuale può essere brutalmente picchiato a scuola sol perché ha detto ad un compagno di scuola di trovarlo carino<br />
• che una ragazza lesbica può essere violentata due volte, in quanto donna e in quanto lesbica,<br />
• che un bus di andata e ritorno per la scuola può essere per un adolescente omosessuale la prova più dura che deve affrontare ogni giorno poiché bersaglio continuo di ragazzi che lo prendono in giro e lo spintonano per tutta la durata del viaggio<br />
• che una mamma può pregare ogni giorno affinché il proprio figlio “ritorni sanamente eterosessuale”<br />
• che un ragazzo gay può talmente non accettare la sua identità da rivolgersi a quei simil professionisti che accolgono una sua richiesta disperata di “riparazione”<br />
• che una famiglia può sottoporre ad esorcismi e riti magici di ogni tipo il proprio figlio affinché questo “brutto male vada via”<br />
• che una ragazza di provincia lesbica possa essere stuprata, isolata e derisa dall’intera comunità d’appartenenza poiché rea di essersi perdutamente innamorata di una donna<br />
• una ragazza transessuale sia mortificata, derisa e stigmatizzata ogni giorno dello sua vita senza trovare un sorriso d’affetto e una parola reale di comprensione<br />
• che una famiglia preferisca buttare il proprio figlio fuori di casa perché la vergogna sarebbe un peso troppo forte da tollerare<br />
• che un amore può essere celato e svilito se questo mette a repentaglio la vita di colui/colei che ami<br />
• che un padre possa smettere di fare il padre se un figlio smette di essere “il figlio che aveva sempre desiderato”<br />
• che una madre smetta di toccare, abbracciare, baciare e prendersi cura del proprio figlio poiché dice di “non riconoscerlo più”<br />
• che un gay può simulare di essere un eterosessuale sia in famiglia che a lavoro trovandosi e sentendosi scisso per tutta la vita<br />
• che un ragazzo gay di diciotto anni decida di farla finita perché non vede altra alternativa possibile.<br />
Abbiamo avuto oltre seicento utenti in questi anni e frammenti dei loro vissuti sono presenti indelebilmente impressi nei nostri cuori e nei nostri ricordi.<br />
Abbiamo sempre creduto che il cambiamento fosse possibile, che il lavoro educativo, psicologico e culturale che facciamo con i singoli, le famiglie e le comunità stia abbattendo pian piano le barriere del pregiudizio.<br />
Noi ci occupiamo del lavoro sporco, delle gabbie dell’identità, di tutto ciò di cui difficilmente i giornali parlano, di quel magma di difficoltà che molti giovani omosessuali esperiscono quando si accorgono che il loro oggetto d’amore non era previsto dai loro genitori, dai loro gruppi di riferimento o dal loro migliore amico.<br />
Non abbiamo mai lavorato calcando onde sensazionalistiche o i rumori mediatici, ma abbiamo sempre lavorato lontano dai riflettori accogliendo chiunque abbia chiesto una mano per stare meglio nel proprio spazio di vita.<br />
Queste riflessioni non rappresentano né un autocelebrazione né un autocommiserazione, ma semplicemente un condivisione con tutti coloro che non ci conoscono o ci conoscono poco e soprattutto una richiesta di aiuto e di sostegno: se qualcuno fa il tifo per te ti senti più forte e le difficoltà le affronti con uno stato d’animo diverso.<br />
Le difficoltà dell’associazione sono state e sono sempre tante, ma tutti noi volontari abbiamo sempre trovato la forza nel sorriso e nello sguardo di chi, dopo avere percorso un pezzo di strada con noi, rialza la testa ed inizia a prendere le redini della propria vita con determinazione e amore di sè, orgoglioso di essere gay, lesbica, transessuale o genitore di un persona omosessuale o trans.<br />
La giornata di autofinanziamento del 20 dicembre, per chi vi scrive, non rappresenterà solo un momento in cui il vostro aiuto potrà concretamente aiutarci a continuare il nostro lavoro ma soprattutto un momento di gioia e allegria dove le persone potranno incontrarsi nella diversità della loro esperienza e del loro sentire unico e irripetibile<br />
Un grazie sincero a tutti coloro che continuano a credere in quello che facciamo.</p>
<p>Claudio Cappotto<br />
Psicologo Agedo Palermo</p>
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		<title>Percorso formativo &#8220;Oltre la differenza&#8221;: pari opportunità, riconoscimento e diversità sessuali.</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudio.cappotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi, in riferimento al protocollo in oggetto, nel quale il MIUR e le Associazioni dei Genitori si impegnano a promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del fenomeno del bullismo, degli atti di intolleranza razziale o religiosa, di violenza omofobica o giovanile in ogni sua manifestazione e a promuovere<a href="http://www.agedopalermo.org/2010/01/percorso-formativo-oltre-la-differenza-pari-opportunita-riconoscimento-e-diversita-sessuali/">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,</p>
<p>in riferimento al protocollo in oggetto, nel quale il MIUR e le Associazioni dei Genitori si impegnano a promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del fenomeno del bullismo, degli atti di intolleranza razziale o religiosa, di violenza omofobica o giovanile in ogni sua manifestazione e a promuovere percorsi pilota per la valorizzazione delle diversità, la Scuola Media Annessa all’Istituto Statale d’Arte Di Palermo e le Associazioni “Agedo”- Associazione genitori di omosessuali &#8211; e “Cgd” &#8211; Coordinamento genitori democratici -, sono lieti di sottoporre alla Vostra attenzione, un iter formativo e di apprendimento partecipato rivolto a dirigenti e docenti, appartenenti ad Istituti Scolastici del territorio di ogni ordine e grado.<span id="more-165"></span></p>
<p>La finalità ultima di questo progetto è quella di fornire gli strumenti teorici e applicativi inerenti il bullismo legato all’orientamento sessuale ed all’identità di genere, creare dinamiche di cooperazione con le strutture scolastiche e visibilità delle attività degli interventi anti-discriminatori relativi a genere ed orientamento sessuale nonché di agevolare le relazioni tra giovani glbt (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) e le proprie famiglie di origine, salvaguardando le dinamiche e gli equilibri familiari, l’imprescindibilità di tali legami, commisurando la necessità di questi ultimi con l’integrità identitaria e il dispiegamento attivo dei soggetti. Il percorso si caratterizza per un approccio interdisciplinare socio-psicologico che da un’analisi socio-culturale del concetto di diversità si sposti ad un livello micro di contestualizzazione dell’intervento educativo, lavorando sul gruppo dei formandi, ancor prima di definire la dimensione “pubblica” e civile degli interventi per le pari opportunità. Il focus dell’intervento è centrato sul concetto di benessere relativo alle differenze relative all’identità sessuale. Tale percorso vuole offrire l’opportunità ai docenti non solo di acquisire nuove competenze e conoscenze specifiche in ambito educativo e psicosessuologico, ma anche di promuovere una nuova cultura dell’accoglienza e un’immagine delle Istituzioni Scolastiche come veicolo per lo sviluppo di sinergie sociali e diventare partecipanti attivi di una rete programmatoria e organizzativa.</p>
<p>Il percorso è gratutio ed è pensato per docenti di ogni ordine e grado, se conosceste quindi insegnati o istituti scolastici che potenzialmente potrebbero essere interessati a questa esperienza formativa vi prego farne avere notizia.</p>
<p>Ringraziandovi anticipatamente della diponibilità, vi ricordoche il numero dei partecipanti previsti è limitato e che si terrà quindi conto dell’ordine di arrivo delle istanze di adesione.<br />
Per ogni altra informazione si prega di contattare il dr. Claudio Cappotto all’indirizzo oltreladifferenza@tiscali.it</p>
<p><a href="http://www.agedopalermo.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Calendario.doc">Calendario</a></p>
<p><a href="http://www.agedopalermo.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/Scheda-Adesione.doc">Scheda Adesione</a></p>
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		<title>I ragazzi che si baciano</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 10:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.marceca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le manifestazioni d&#8217;affetto in pubblico sono vietate. Questo è quello che i ragazzi devono imparare; ma non tutti i ragazzi, solo quelli gay, perché a quelli etero è concesso. Il fatto non solleva obiezioni in quanto discriminante, anzi è ritenuto proficuo alla morale pubblica. Non sono le manifestazioni verbali d&#8217;omofobia che turbano, ma quelle d&#8217;affetto tra<a href="http://www.agedopalermo.org/2010/01/ragazzi-che-si-baciano/">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Le manifestazioni d&#8217;affetto in pubblico sono vietate. Questo è quello che i ragazzi devono imparare; ma non tutti i ragazzi, solo quelli gay, perché a quelli etero è concesso.<br />
Il fatto non solleva obiezioni in quanto discriminante, anzi è ritenuto proficuo alla morale pubblica.<br />
Non sono le manifestazioni verbali d&#8217;omofobia che turbano, ma quelle d&#8217;affetto tra persone dello stesso sesso. Con le leggi non scritte della consuetudine, ammantata da moralismo, si costringono esseri umani a vivere nel nascondimento e nella vergogna di sé.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-149"></span><br />
Così accade che ragazzi gay vengano offesi, perseguitati, percossi e per non svelarsi vivano nella paura e non denuncino i loro aguzzini;<br />
accade anche che le madri e i padri di costoro non possano aiutarli perché tenuti all&#8217;oscuro: troppa la paura dei ragazzi di dare un dolore a mamma e papà, troppa la paura di perdere il loro amore, troppa la paura di essere causa di discredito sociale per la famiglia.<br />
Eppure l&#8217;amore tra due persone è una cosa buona, e le tenerezze tra persone che si amano danno senso alla vita.<br />
Due ragazzi innamorati hanno il diritto di vivere e di relazionarsi come coppia con il mondo che li circonda, a partire dalla propria famiglia e se le consuetudini sociali sono contrarie, allora è bene che queste cambino.<br />
I genitori devono poter essere felici nel vedere i propri figli crescere, innamorarsi, progettare il futuro. Affinché ciò accada è necessario che vivano in un contesto sociale che li faccia sentire bravi genitori. Quindi è il contesto sociale che deve cambiare e perché ciò accada, occorre imparare a dire nei luoghi della politica, della cultura, della religione che gli amori omosessuali sono un valore positivo per la società tutta, fonte di solidarietà, progettualità, felicità.<br />
Il diritto di tenersi per mano o di baciarsi di due ragazzi gay richiede che il modo di pensare di tutti noi cambi.<br />
I ragazzi che si amano hanno il diritto di amarsi e i genitori hanno il diritto di essere orgogliosi dei propri figli gay: non malati, non deviati, non criminali.<br />
E&#8217; l&#8217;omofobia malata, deviata, criminale.<br />
Noi genitori di figli omosessuali e transessuali abbiamo il diritto di non dover temere per l&#8217;incolumità fisica e psicologica dei nostri figli; abbiamo il diritto di non vivere nel terrore che la violenza omofoba possa toccare un giorno o l&#8217;altro i nostri figli. Uno stato che vuole educare alla convivenza civile deve operare per la rimozione dell&#8217;omofobia a partire dal linguaggio della politica, dai programmi scolastici, dalle<br />
trasmissioni dei mas media. Occorrono interventi di educazione permanente su tutto il territorio; occorrono leggi di tutela per le persone omosessuali e leggi che riconoscano le relazioni omoaffettive.</p>
<p style="text-align: right;">Francesca Marceca</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sviluppo e solidarietà Giornate del Volontariato a Palermo</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 17:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesca.marceca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il CeSVoP ha organizzato due giorni di confronto sul tema: &#8220;Sviluppo e Solidarietà&#8221;. Il 19 dicembre, presso l&#8217;IPSSAR &#8220;Paolo Borsellino&#8221;, via N. Spedalieri, 50 a Palermo ,la convention delle associazioni del volontariato palermitano. Confronto tra le organizzazioni per aree tematiche (famiglia, minori, anziani, benessere/disabilità, beni comuni). Convegno &#8220;Vivere gratuità e sperimentare partecipazione: nuovi itinerari per<a href="http://www.agedopalermo.org/2010/01/sviluppo-e-solidarieta-giornate-del-volontariato-a-palermo/">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il CeSVoP ha organizzato due giorni di confronto sul tema: &#8220;Sviluppo e Solidarietà&#8221;.</p>
<p>Il 19 dicembre, presso l&#8217;IPSSAR &#8220;Paolo Borsellino&#8221;, via N. Spedalieri, 50 a Palermo ,la convention delle associazioni del volontariato palermitano.</p>
<ol>
<li>Confronto tra le organizzazioni per aree tematiche (famiglia, minori, anziani, benessere/disabilità, beni comuni).</li>
<li>Convegno &#8220;Vivere gratuità e sperimentare partecipazione: nuovi itinerari per il volontariato&#8221; con la partecipazione di amministratori e forze politiche locali e regionali.</li>
<li>Presentazione del Coordinamento cittadino e Coordinamento regionale delle Organizzazioni di Volontariato.</li>
<li>Spettacolo preparato e messo in scena dai ragazzi e dalle ragazze che hanno preso parte ai laboratori organizzati dal Tavolo tematico Minori. Tra questi il gruppo giovani AGEDO che ha preparato una sfilata-performance contro l&#8217;omofobia: Modi di moda, abiti non indifferenti.</li>
</ol>
<p><a href="/2010/01/sviluppo-e-solidarieta-giornate-del-volontariato-a-palermo/2/">Guarda le fotografie</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Presentazione dell&#8217;opuscolo informativo &#8220;Gay chi legge!&#8221;</title>
		<link>http://www.agedopalermo.org/2005/05/gay-chi-legge/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2005 17:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>c</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[INCONTRO PROMOSSO DA AGEDO, ARCILESBICA LADY OSCAR, GRUPPO INFORMALE LGBT 2 maggio 2005 - Palazzo delle Aquile Sono Francesca Marceca, presidente di Agedo Palermo &#8211; Associazione genitori di persone omosessuali e ho partecipato con piacere ai lavori che hanno condotto alla realizzazione dell&#8217;opuscolo. Non mi è sembrato un caso fortuito che, tra 365 giorni possibili, quest&#8217;incontro<a href="http://www.agedopalermo.org/2005/05/gay-chi-legge/">&#160;&#160;[ Read More ]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">INCONTRO PROMOSSO DA AGEDO, ARCILESBICA LADY OSCAR, GRUPPO INFORMALE LGBT</p>
<p style="text-align: right;">2 maggio 2005 - Palazzo delle Aquile</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: left;">Sono Francesca Marceca, presidente di Agedo Palermo &#8211; Associazione genitori di persone omosessuali e ho partecipato con piacere ai lavori che hanno condotto alla realizzazione dell&#8217;opuscolo. Non mi è sembrato un caso fortuito che, tra 365 giorni possibili, quest&#8217;incontro si sia realizzato il due maggio, proprio a seguire la festa dei lavoratori.</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-202"></span><br />
Ieri abbiamo ricordato la manifestazione repressa nel sangue, svoltasi a Chicago, per richiedere la riduzione dell&#8217;orario di lavoro da 12 a 8 ore e abbiamo ricordato la dignità e i diritti dei lavoratori. Oggi ci ritroviamo in questa sede prestigiosa, per parlare ancora di diritti, quelli delle persone omosessuali e, di riflesso, dei loro genitori.<br />
Purtroppo anche noi abbiamo le nostre vittime da ricordare, vittime innocenti: abbiamo avuto i roghi dell&#8217;inquisizione per i cosiddetti reati di sodomia, i morti nei campi di sterminio nazisti e nei gulag sovietici, le deportazioni, gli esili.<br />
Tutte queste vittime avevano padri, madri, fratelli.<br />
Ho scelto di raccontarvi una storia che mi è parsa significativa: il 3 agosto 1579, a Palermo, il vice-re Colonna fece decapitare e bruciare alla Marina 3 uomini per reato di sodomia. Due fra questi vengono nominati insieme, forse per indicare una loro relazione affettiva. Si chiamavano Pietro Porzio e Pietro Vivacito. In occasione dell&#8217;esecuzione, la Marina era piena di gente. Il padre del Vivacito decise di pagare alla corte 15.000 scudi per avere salva la vita del figlio, ma il Colonna per non fargli la grazia non si fece trovare recandosi per tre giorni a San Martino (Paruta e Palmerino, Diario). L&#8217;immagine di questo padre che implora per la vita del figlio, reo di nulla, mi ha colpita a lungo profondamente; ne vedo il dolore solitario, circondato dal ludibrio pubblico, dalle risa, dall&#8217;indifferenza.<br />
In questa storia c&#8217;è un potere politico che condanna e non ha poi il coraggio di sostenere la propria condanna, infatti preferisce non farsi trovare piuttosto che incrociare lo sguardo di quel padre amorevole. Il potere che latita, le istituzioni che sfuggono&#8230; è qualcosa che noi, come associazioni che difendono i diritti delle persone omosessuali, conosciamo bene.<br />
Il più delle volte bussiamo invano e ci rimandano di giorno in giorno, di anno in anno. La quasi totalità delle attività che svolgiamo nascono dalla nostra determinazione e&#8230; dal nostro auto- sovvenzionarci.<br />
E&#8217; difficile anche capire le posizioni assunte da molti dei partiti dell&#8217;arco costituzionale, in merito al riconoscimento delle unioni d&#8217;amore tra persone dello stesso sesso, esclusi pochi partiti assolutamente favorevoli o assolutamente contrari.<br />
Anche di fronte a domande dirette, preferiscono glissare, rispondere genericamente.<br />
C&#8217;è chi cerca di dare un colpo alla botte e uno al cerchio: dice no al riconoscimento delle unioni e si alla concessione di singoli diritti, quali il diritto di visite in ospedale e di decisione sulle cure, l&#8217;accesso alle graduatorie per le case popolari, la reversibilità delle pensioni etc. Assicurando così alle persone un minimo di diritti (perché questo, proprio no, non si può più negare!), ma rifiutando la possibilità di un rito civile che assicuri automaticamente tutti i diritti e contenga un alto valore simbolico.<br />
Sottoscrivere il proprio impegno, come coppia di fronte alla società, significa vedere riconosciuto il diritto ad agire, vivere, progettare insieme, con il sostegno di leggi che tutelano non più il singolo ma la coppia. Da quel momento si è coppia per tutta la società: al supermercato, nei ristoranti, davanti ai parenti, ovunque.<br />
E poi volete togliere a noi genitori il piacere di organizzare le feste per i nostri figli che scelgono il compagno o la compagna della vita? Solo questo meriterebbe una rivolta!<br />
Ma forse a questo punto, per evitare le feste materne, saranno i nostri figli a volere tornare nella più buia e totale clandestinità!! (ironico!) E&#8217; anche una realtà che non tutti i genitori sono pronti a fare festa. La maggior parte dei genitori ancora prova vergogna ad avere un figlio o una figlia omosessuale e vive con difficoltà e senso di inadeguatezza il proprio ruolo genitoriale. Quando stereotipi, pregiudizi, discriminazioni, omofobia sono così radicati nella società, entrano nella testa e nel cuore di ognuno. La paura dell&#8217;emarginazione sociale conduce a tensioni, conflitti, incomprensioni familiari e, nei casi peggiori, al rifiuto e a violenze fisiche e psicologiche. Tutte cose che ho imparato nel corso della mia attività di volontaria. Eppure, anche in queste famiglie, il desiderio di ritrovarsi e ritornare a parlare il linguaggio naturale dell&#8217;amore reciproco è forte. Spesso basta un aiuto qualificato.<br />
Ma come può dirsi, oggi, civile una società che causa queste sofferenze e porta i genitori a negare l&#8217;amore per la propria prole? Il pieghevole da noi realizzato vuole essere un aiuto anche per i genitori. A prescindere da ciò che c&#8217;è scritto, per il solo fatto di esserci, può far comprendere ai genitori che il proprio figlio-figlia è una persona e che come tale ha diritto a tutele giuridiche e a usufruire di tutte le leggi esistenti, che possano aiutarlo a vivere con la dignità e l&#8217;orgoglio di un cittadino omosessuale. Se discriminare è separare gli uomini mediante trattamenti disuguali che privilegiano un gruppo a scapito di minoranze stigmatizzate, le persone omosessuali nella nostra società sono fortemente discriminate rispetto quelle eterosessuali. Questo pieghevole vuole essere solo un primo passo, uno spunto di riflessione sui diritti di cui si può usufruire e su quelli da acquisire. Un grande aiuto ci viene dalla nostra bella Costituzione, verso la quale nutro grande rispetto e direi amore, da quando, a Torino, una mia insegnante di scuola media, ex-partigiana, mi insegnò a leggerla e a tenerla cara.<br />
L&#8217;articolo 2 dei Principi Fondamentali garantisce i diritti inviolabili dell&#8217;uomo sia come singolo sia nelle “formazioni sociali” ove si svolge la sua personalità.<br />
E cosa è una coppia se non questo? L&#8217;articolo 29, spesso citato, afferma che la Repubblica tutela i diritti e l&#8217;autonomia della famiglia fondata sul matrimonio, ma non dichiara che diritti analoghi o uguali alla famiglia tradizionale debbano essere negati alle famiglie non tradizionali e non fondate sul matrimonio. Inoltre i contraenti del matrimonio sono chiamati coniugi e non sono differenziati per sesso. Io credo che la nostra Costituzione non impedisca l&#8217;estensione dei diritti se ad amarsi sono due persone dello stesso sesso. L&#8217;articolo 3 dei Principi Fondamentali esplicita la pari dignità sociale, di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Io credo che nelle “condizioni personali” rientrino sicuramente l&#8217;eterosessualità e l&#8217;omosessualità. Certamente, visto il persistere di discriminazioni potrebbe essere utile inserire la voce specifica “orientamento sessuale”, così come potrebbe essere positivo varare una legge anti-discriminazione che sanzioni i reati di omofobia.<br />
Purtroppo episodi di intolleranza, anche violenta, nei confronti di persone omosessuali sono all&#8217;ordine del giorno.<br />
Solo pochi giorni fa, il 23 aprile 2005 a Roma, 2 ragazzi di 20 e 23 anni sono stati aggrediti e pestati a sangue perché passeggiavano tenendosi per mano, atteggiamento ritenuto scandaloso per la pubblica morale dagli assalitori. Queste violenze sono il segno di una cultura omofobica che incita all&#8217;odio razziale e all&#8217;intolleranza sociale. I ragazzi sono stati soccorsi da turisti e in seguito dalla polizia. In ospedale hanno diagnosticato 10 giorni di prognosi. I due ragazzi hanno sporto denuncia. Questo fatto è importante, poiché molti omosessuali vittime di violenza non sporgono denuncia per la vergogna sociale. Se non si ha la chiara coscienza di non essere dei malati, di non essere dei pervertiti, di non stare compiendo reati, di avere diritto alla tutela della società, come si fa a sporgere denuncia?<br />
Il nostro pieghevole vuole aiutare in questo e non è superfluo, come si potrebbe pensare, l&#8217;aver precisato nei primi due punti che l&#8217;omosessualità non è un reato e potere esplicitare il proprio orientamento omo-relazionale è un diritto, così come lo è per chi è eterosessuale. Chi è eterosessuale consideri quante volte nell&#8217;arco di 12 ore afferma direttamente o indirettamente la propria identità in relazione alla propria sessualità-affettività: si accorgerà che sono tantissime.<br />
In questi mesi molti paesi, associazioni e singoli hanno aderito a un&#8217;iniziativa del francese Louis Gorge Tin, curatore del “Dictionnaire de l&#8217;homophobie per istituire a livello mondiale una giornata contro l&#8217;omofobia da celebrarsi il 17 maggio di ogni anno. La data ricorda la cancellazione dell&#8217;omosessualità dall&#8217;elenco delle malattie mentali da parte dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, (17 maggio del 1990). L&#8217;associazione nazionale Agedo ha aderito, così come ha aderito alla proposta brasiliana.<br />
Nel marzo 2003 il Brasile ha presentato una risoluzione che asserisce che la diversità sessuale è una parte integrante dei diritti umani universali e perciò va menzionata esplicitamente nella dichiarazione dei diritti umani, adottata dall&#8217;O.N.U. nel 1948. Per finire, una riflessione: oggi, purtroppo, sulle teste dei nostri figli si scontrano ideologie astratte, diverse, spesso sostenute per vantaggi politici. Ma i nostri figli non sono ideologie astratte, sono persone con gioie, sofferenze, speranze. Al di là delle opposte astratte ideologie, dovremmo adoperarci tutti per trovare modo di intenderci e mirare a trovare soluzioni dignitose per le persone, operando con giustizia e saggezza.<br />
Allargare i diritti non toglie nulla a nessuno ma rende la vita migliore a molti. Perché non farlo?</p>
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