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associazione genitori di persone omosessuali
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Carissimi,
in riferimento al protocollo in oggetto, nel quale il MIUR e le Associazioni dei Genitori si impegnano a promuovere e sostenere progetti culturali e formativi che contribuiscano alla prevenzione e comprensione del fenomeno del bullismo, degli atti di intolleranza razziale o religiosa, di violenza omofobica o giovanile in ogni sua manifestazione e a promuovere percorsi pilota per la valorizzazione delle diversità, la Scuola Media Annessa all’Istituto Statale d’Arte Di Palermo e le Associazioni “Agedo”- Associazione genitori di omosessuali – e “Cgd” – Coordinamento genitori democratici -, sono lieti di sottoporre alla Vostra attenzione, un iter formativo e di apprendimento partecipato rivolto a dirigenti e docenti, appartenenti ad Istituti Scolastici del territorio di ogni ordine e grado.
La finalità ultima di questo progetto è quella di fornire gli strumenti teorici e applicativi inerenti il bullismo legato all’orientamento sessuale ed all’identità di genere, creare dinamiche di cooperazione con le strutture scolastiche e visibilità delle attività degli interventi anti-discriminatori relativi a genere ed orientamento sessuale nonché di agevolare le relazioni tra giovani glbt (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) e le proprie famiglie di origine, salvaguardando le dinamiche e gli equilibri familiari, l’imprescindibilità di tali legami, commisurando la necessità di questi ultimi con l’integrità identitaria e il dispiegamento attivo dei soggetti. Il percorso si caratterizza per un approccio interdisciplinare socio-psicologico che da un’analisi socio-culturale del concetto di diversità si sposti ad un livello micro di contestualizzazione dell’intervento educativo, lavorando sul gruppo dei formandi, ancor prima di definire la dimensione “pubblica” e civile degli interventi per le pari opportunità. Il focus dell’intervento è centrato sul concetto di benessere relativo alle differenze relative all’identità sessuale. Tale percorso vuole offrire l’opportunità ai docenti non solo di acquisire nuove competenze e conoscenze specifiche in ambito educativo e psicosessuologico, ma anche di promuovere una nuova cultura dell’accoglienza e un’immagine delle Istituzioni Scolastiche come veicolo per lo sviluppo di sinergie sociali e diventare partecipanti attivi di una rete programmatoria e organizzativa.
Il percorso è gratutio ed è pensato per docenti di ogni ordine e grado, se conosceste quindi insegnati o istituti scolastici che potenzialmente potrebbero essere interessati a questa esperienza formativa vi prego farne avere notizia.
Ringraziandovi anticipatamente della diponibilità, vi ricordoche il numero dei partecipanti previsti è limitato e che si terrà quindi conto dell’ordine di arrivo delle istanze di adesione.
Per ogni altra informazione si prega di contattare il dr. Claudio Cappotto all’indirizzo oltreladifferenza@tiscali.it
Le manifestazioni d’affetto in pubblico sono vietate. Questo è quello che i ragazzi devono imparare; ma non tutti i ragazzi, solo quelli gay, perché a quelli etero è concesso.
Il fatto non solleva obiezioni in quanto discriminante, anzi è ritenuto proficuo alla morale pubblica.
Non sono le manifestazioni verbali d’omofobia che turbano, ma quelle d’affetto tra persone dello stesso sesso. Con le leggi non scritte della consuetudine, ammantata da moralismo, si costringono esseri umani a vivere nel nascondimento e nella vergogna di sé.
Così accade che ragazzi gay vengano offesi, perseguitati, percossi e per non svelarsi vivano nella paura e non denuncino i loro aguzzini;
accade anche che le madri e i padri di costoro non possano aiutarli perché tenuti all’oscuro: troppa la paura dei ragazzi di dare un dolore a mamma e papà, troppa la paura di perdere il loro amore, troppa la paura di essere causa di discredito sociale per la famiglia.
Eppure l’amore tra due persone è una cosa buona, e le tenerezze tra persone che si amano danno senso alla vita.
Due ragazzi innamorati hanno il diritto di vivere e di relazionarsi come coppia con il mondo che li circonda, a partire dalla propria famiglia e se le consuetudini sociali sono contrarie, allora è bene che queste cambino.
I genitori devono poter essere felici nel vedere i propri figli crescere, innamorarsi, progettare il futuro. Affinché ciò accada è necessario che vivano in un contesto sociale che li faccia sentire bravi genitori. Quindi è il contesto sociale che deve cambiare e perché ciò accada, occorre imparare a dire nei luoghi della politica, della cultura, della religione che gli amori omosessuali sono un valore positivo per la società tutta, fonte di solidarietà, progettualità, felicità.
Il diritto di tenersi per mano o di baciarsi di due ragazzi gay richiede che il modo di pensare di tutti noi cambi.
I ragazzi che si amano hanno il diritto di amarsi e i genitori hanno il diritto di essere orgogliosi dei propri figli gay: non malati, non deviati, non criminali.
E’ l’omofobia malata, deviata, criminale.
Noi genitori di figli omosessuali e transessuali abbiamo il diritto di non dover temere per l’incolumità fisica e psicologica dei nostri figli; abbiamo il diritto di non vivere nel terrore che la violenza omofoba possa toccare un giorno o l’altro i nostri figli. Uno stato che vuole educare alla convivenza civile deve operare per la rimozione dell’omofobia a partire dal linguaggio della politica, dai programmi scolastici, dalle
trasmissioni dei mas media. Occorrono interventi di educazione permanente su tutto il territorio; occorrono leggi di tutela per le persone omosessuali e leggi che riconoscano le relazioni omoaffettive.
Francesca Marceca
Il CeSVoP ha organizzato due giorni di confronto sul tema: “Sviluppo e Solidarietà”.
Il 19 dicembre, presso l’IPSSAR “Paolo Borsellino”, via N. Spedalieri, 50 a Palermo ,la convention delle associazioni del volontariato palermitano.